Risorse di scrittura: struttura base di un personaggio tridimensionale

,

Ogni oggetto ha tre dimensioni: profondità, lunghezza, larghezza. Gli esseri umani hanno tre dimensioni in più: fisiologia, sociologia, psicologia.

Lajos Egri, L’arte della scrittura drammaturgica

Sei uno di quegli scrittori che amano gli schemi?

Ottimo, sei arrivato nel posto giusto. Oggi ti mostrerò quello elaborato dallo scrittore e regista teatrale Lajos Egri per dare vita a personaggi trimensionali, poi ti dirò cosa ne penso. Il libro da cui ho preso lo schema si intitola L’arte della scrittura drammaturgica, lo puoi trovare sia online che in libreria (se non ce l’hanno, lo puoi sempre ordinare).

Ecco lo schema:

Fisiologia

  • Sesso.
  • Età.
  • Altezza e peso.
  • Colore di capelli, occhi, pelle.
  • Portamento.
  • Aspetto: bello, sopra o sotto peso, pulito, ordinato, piacevole, trascurato. Forma di testa, volto e arti.
  • Difetti: deformità, anormalità, segni particolari. Malattie.
  • Caratteristiche ereditarie.

Sociologia

  • Classe sociale: bassa, media, elevata.
  • Occupazione: tipo di lavoro, ore di lavoro, reddito, condizioni di lavoro, iscrizione al sindacato o meno, atteggiamento verso i capi, propensione al lavoro.
  • Istruzione: titolo di studio, tipo di scuole, voti, materie preferite o meno, inclinazioni.
  • Vita familiare: genitori viventi, potere d’acquisto, orfano, genitori separati o divorziati, abitudini dei genitori, livello culturale dei genitori, vizi dei genitori, trascuratezza. Stato civile del personaggio.
  • Religione.
  • Razza, nazionalità.
  • Posizione nella comunità: leader tra gli amici, nei circoli, nello sport.
  • Affiliazioni politiche.
  • Divertimenti, hobby: libri, giornali, riviste che legge.

Psicologia

  • Vita sessuale, parametri etici.
  • Premessa personale, ambizione.
  • Frustrazione, principali delusioni.
  • Temperamento: collerico, socievole, pessismista, ottimista.
  • Atteggiamento verso la vita: rassegnato, militante, vittimistico.
  • Complessi: ossessioni, inibizioni, superstizioni, fobie.
  • Estroverso, introverso, equilibrato.
  • Abilità: lingue, attitudini.
  • Qualità: immaginazione, senso comune, gusto, equilibrio.
  • Quoziente intellettivo.

Fantastico, non è vero? Lo schema di Egri contiene (quasi) tutte le caratteristiche che potresti assegnare ai tuoi personaggi per renderli complessi e credibili. Problema risolto!

Be’, non proprio. Sì, lo schema è eccellente e può fornirti un sacco di idee per i tuoi personaggi, ma devi fare molta attenzione a non cadere in questo tranello: puoi sapere tutto del protagonista – da a chi ha dato il suo primo bacio a quanti cucchiaini di zucchero mette nel caffé ogni mattina –, ma questa massa di dettagli, da sola, non renderà il personaggio tridimensionale.

Già. Una bella seccatura. Se conoscere ogni aspetto della vita del protagonista non basta per renderlo credibile allora cosa bisogna fare? La risposta è meno banale di quanto possa sembrare: tutti i dettagli sono importanti, ma alcuni sono più importanti di altri.

Come fare a distinguere i dettagli importanti da quelli che invece hanno meno peso? Ti suggerisco un modo: domandati se il dettaglio che stai analizzando contribuisce al senso della storia. Se togliendo quel dettaglio la tua storia non cambia forma, allora probabilmente non è così importante. Segnatelo: i dettagli che più ti servono sono quelli legati ai problemi del personaggio, al conflitto che sta alla base dell’intera vicenda.

Ti faccio un esempio. Hai scoperto che al tuo protagonista piace la Coca-Cola, ma non sei sicuro se questo dettaglio sia importante o meno. Cosa fare? Fai un passo indietro e guarda la tua storia dall’alto (o, se non hai ancora chiaro lo sviluppo, l’idea generale). Se il tuo protagonista, mettiamo, vuole andare a salvare il fratello rimasto bloccato in una grotta e il suo problema è che non ha conoscenze speleologiche, allora probabilmente la sua passione per la Coca-Cola sarà un dettaglio poco importante. Che ruolo ha la Coca-Cola in questa storia? Nessuno.

D’altro canto, se la tua storia riguarda un personaggio sovrappeso che deve iniziare a dimagrire per vivere una vita più sana ma che al contempo si ostina a bere due lattine di Coca-Cola ogni sera, allora questa sua passione diventerà molto importante. La Coca-Cola riveste un ruolo nella storia, perché è uno degli elementi che impedisce al protagonista di raggiungere i suoi obiettivi (perdere peso, adottare con successo uno stile di vita più sano ecc.).

Nulla ti vieta, poi, di mescolare le due precedenti idee per ottenere qualcosa di più interessante. Non lo so, qualcosa tipo: il protagonista è un’ex guida speleologica che, in seguito alla morte della compagna (avvenuta in una grotta), ha mollato il suo lavoro e lo stile di vita sano che faceva fino a quel momento. Adesso il personaggio mangia e beve ogni santo giorno un sacco di schifezze: usa la Coca-Cola per annegare il dolore e il senso di colpa. Suo fratello, anche lui appassionato di grotte (ma non altrettanto esperto), di recente gli ha chiesto di accompagnarlo a vedere un grotta, anche per cercare di smuoverlo, ma il protagonista si è rifiutato. Il fratello è andato comunque a visitare la grotta, ma a causa della sua inesperienza è rimasto bloccato.

Il protagonista è l’unico nella zona che può salvarlo, ma ora, oltre a dover affrontare una situazione pericolosa, deve anche fare i conti con le conseguenze dello stile di vita che ha adottato dopo la morte della compagna. Se non si fosse lasciato andare, adesso sarebbe in forma e potrebbe completare la missione di salvataggio più in fretta e con meno rischi. Ma lui ha messo su ciccia, gli manca il fiato… Ce la farà a salvare suo fratello?

Una storia fantastica? No, era giusto per farti un esempio.

Ricorda: i dettagli di per sé non sono né giusti né sbagliati, la loro rilevanza dipende sempre dalla storia che vuoi raccontare. Spero che adesso tu possa distinguere i dettagli importanti da quelli meno importanti con più facilità. 🙂