“Il dialogo” di Lewis Turco

,

Non tutti i manuali di scrittura creativa meritano di essere acquistati. Quali conviene comprare? Quando è meglio risparmiare?

Ci sono tanti modi per avvicinarsi al mondo della scrittura creativa. Io, anni fa, ho iniziato acquistando e leggendo sistematicamente tutti i manuali di scrittura che mi capitavano sott’occhio. No, “sistematicamente” è la parola sbagliata: li ho letti indiscriminatamente, senza alcun criterio o base per distinguere le informazioni corrette da quelle sbagliate. Questo mi ha confuso, e non poco: perché quel manuale affermava una cosa su un certo argomento, mentre quell’altro sosteneva il contrario? Perché gli autori dei testi che leggevo usavano termini diversi per riferirsi a quello che a me pareva lo stesso concetto?

Con lo studio, l’esperienza e il confronto con persone più preparate di me la nebbia ha iniziato a diradarsi, permettendomi di avere una visione più chiara degli ingranaggi che stanno dentro le storie. Oggi ho deciso di rileggere alcuni di questi testi alla luce di quanto ho appreso in questi anni e di scrivere un post per ciascuno di essi. La mia speranza è che questi articoli possano aiutare chi è indeciso se acquistarli o meno, ma anche chi, come me anni fa, non riusciva a orientarsi nella selva dei manuali di scrittura creativa.

Per come la vedo io, “Bestiario” è più una rassegna che una serie di recensioni, un’occasione per rinfrescarmi la memoria e magari scoprire uno o due concetti interessanti che mi erano sfuggiti durante la prima lettura. Nonostante questo, alla fine di ogni articolo condividerò il mio giudizio per aiutare chi non è sicuro di volere acquistare il libro.

Iniziamo con Il dialogo di Lewis Turco.


Lewis Turco, Il dialogo (Milano, Casa Editrice Nord, 1992)

Il dialogo di Lewis Turco fa parte di “Scuola per scrittori”, collana dedicata alla scrittura creativa stampata dalla Nord a inizio anni Novanta. L’aspetto interessante della collana è la sua apparente completezza: dieci volumi, ciascuno dedicato a un aspetto in particolare della scrittura creativa (il dialogo, il personaggio, la trama e così via). Anni fa ho acquistato la collana in blocco e letto tutti i manuali uno dietro l’altro.

Prima di iniziare, diamo un’occhiata all’indice del libro:

Introduzione (pag. 1)

Capitolo primo: Definizioni (pag. 5)
Dialogo · Forme di dialogo 1: monologo e soliloquio · Struttura e punteggiatura 1 · Tipi di personaggi narrativi: persone · Uso del corsivo · Sceneggiature · Forme di dialogo 2: “a parte” · Narrazione 1: esposizione · Punto di vista 1: soggettivo/oggettivo/drammatico · Espressione 1: termini particolari · Forme di dialogo 3: un esempio di monologo

Capitolo secondo: Il dialogo della narrativa (pag. 16)
Chi parla? L’intrusione dell’autore · In medias res · Ritmo · Struttura e punteggiatura 2 · Non conversazione 1: dialogo e riassunto · Narrazione 2: narrazione cornice · Espressione 2: caratterizzazione · Identificazione · Caratterizzazione per nomenclatura · Tema e soggetto · Trama e atmosfera · Punto di vista 2: orientamento, persona, angolo, approccio · Revisione · Dialogo e azione · Punto di vista 3: soggettivo, oggettivo, drammatico · Punto di vista 4: aspetti della narrazione · Anticipazione · Dialogo e morale

Capitolo terzo: Espressione (pag. 44)
Sintassi 1: costruzione soggettiva · Sintassi 2: costruzione oggettiva · Sintassi 3: costruzione drammatica · Tono e stile 1: alto, medio, basso

Capitolo quarto: Le forme del dialogo (pag. 52)
Tono e stile 2 · Dialogo 1: comune · Dialogo 2: riveduto e corretto · Non conversazione 2: esposizione · Tono e stile 3: verosomiglianza · Tono e stile 4: realismo · Tono e stile 5: minimalismo · Tono e stile 6: dialogo teatrale · Tono e stile 7: flusso di coscienza · Forme di dialogo 4: monologo interiore · Struttura e punteggiatura 3 · Tono e stile 8: surrealismo · Convenzioni letterarie · Romanzare · Non conversazione 3: il silenzio nel dialogo · Trascrizione e adattamento

Capitolo quinto: Il dialogo e i generi (pag. 80)
Fantasy e fantascienza · Romanzi per ragazzi · Ripetizione · Romanzi rosa · Romanzi d’azione · Ritmo · Riassunto · Diversificazione · Discrezione · Dialogo riferito · Tensione drammatica

Il buono, il brutto, il cattivo

Il dialogo è un libro strano. Mi viene difficile considerarlo un vero e proprio manuale, perché rispetto alla maggioranza dei testi di scrittura creativa che mi è capitato di leggere non usa uno stile espositivo, ma mette in scena una conversazione tra due personaggi.

L’espediente usato da Turco si chiama dialogo socratico, ed è una tecnica d’insegnamento inventata da Platone più di 2400 anni fa. Nel Dialogo l’autore conversa con Fred Foyle, personaggio di fantasia creato ad hoc per esplorare l’argomento che dà il titolo al manuale. L’idea alla base del libro è divertente e rende la lettura leggera, ma ha anche dei limiti, che diventano evidenti nel giro di qualche pagina.

Uno è sicuramente lo spreco di spazio, ovvero di parole. Il dialogo è un libretto di nemmeno cento pagine: possono sembrare tante, dato che in apparenza l’argomento è uno solo, ma non è così perché una parte significativa delle parole vengono usate per descrivere l’ambientazione, le reazioni di Fred e così via. Non ci troviamo di fronte a un vero e proprio racconto – tutta la componente narrativa per fortuna è ridotta all’osso –, ma è comunque spazio che potrebbe essere impiegato per approfondire i concetti di teoria.

Un altro aspetto del manuale, non necessariamente negativo ma importante da segnalare per chi si aspetta un manuale di scrittura creativa “puro”, è che parte delle riflessioni dell’autore sono dedicate al teatro. Già nelle prime pagine, infatti, si parla di monologhi, soliloqui, a parte e simili. Le digressioni teatrali sono interessanti – soprattutto quelle dedicate alla volontaria sospensione di incredulità e alle tre unità aristoteliche, concetti importantissimi anche per chi si occupa di narrativa scritta –, ma, di nuovo, tolgono spazio alla trattazione del dialogo.

Il saltare da un argomento all’altro può confondere chi si avvicina per la prima volta allo studio della scrittura creativa. Non aiuta la tendenza di Lewis Turco a complicare inutilmente le cose: il caso peggiore è senza dubbio il discorso sul punto di vista, che viene scomposto in quattro elementi costitutivi, i quali potrebbero combinarsi in vari modi tra di loro: l’orientamento, la persona, l’angolazione e l’approccio. Il punto di vista è un argomento spesso poco compreso, e la classificazione usata da Turco rischia di confondere l’aspirante scrittore.

Durante la lettura ho riscontrato un altro problema, forse dovuto in parte alla traduzione (ho letto il testo in italiano): la gestione incostante dei termini e delle espressioni che vengono utilizzati per riferirsi ai vari concetti tecnici. L’espressione “punto di vista”, per esempio, all’inizio viene usata per indicare il filtro attraverso cui il lettore vive la storia; dopo, però, Turco usa la stessa espressione per parlare del punto di vista dell’autore (le sue idee e opinioni personali). Se si legge con attenzione si capisce che l’autore e/o la traduttrice stanno usando le stesse parole per indicare concetti diversi, ma ciò non toglie che sia una cosa inutile e fastidiosa.

Il problema più grande del manuale, comunque, resta la pressoché totale mancanza di indicazioni pratiche. Ci sono degli estratti che dovrebbero fungere da esempi, ma non vengono esaminati a fondo, non in una maniera utile all’aspirante scrittore. Riporto un consiglio dotato di una certa utilità:

[…] i personaggi non dovrebbero fare prediche, lunghi discorsi o altre cose del genere. […] Dovrebbero evitare lunghe chiacchierate su argomenti noiosi e banali. In alcune occasioni i personaggi non dovrebbero rivolgersi direttamente all’interlocutore, ma rispondere indirettamente o far finta di nulla, continuando a parlare delle proprie preoccupazioni e via dicendo.

Un’indicazione di massima, ma corretta. Turco ha ragione: i dialoghi piatti, privi di conflitto, non sono un granché. I dialoghi più interessanti sono quelli dotati di sottotesto, quelli cioè in cui succede qualcosa sotto la “superficie” della conversazione. Nei dialoghi, inoltre, non c’è spazio per le digressioni: se ci sono, dovrebbero essere digressioni solo in apparenza, contribuendo al senso della storia.

Oltre al dialogo, nel manuale vengono affrontati altri temi legati alla scrittura creativa: personaggi, conflitto, caratterizzazione e così via. Ci sta – in una storia ideale tutti gli elementi sono strettamente connessi, plasmandosi l’un l’altro –, ma non ho potuto fare a meno di avere la sensazione che questi excursus abbiano rubato spazio all’argomento principale.

La resa dei conti

Il dialogo di Lewis Turco: promosso o bocciato? Bocciato. Il manuale contiene alcuni spunti interessanti, ma tratta l’argomento principale in maniera superficiale e confusa (per non parlare degli argomenti secondari). Se nonostante tutto volete leggerlo (non fatelo!), lo potete trovare in posti come Amazon e eBay.

Il prossimo libro di cui parlerò sarà Manuale di scrittura creativa di Franco Gaudiano.

Conoscevi già Il dialogo di Lewis Turco? Che ne pensi? Dimmelo con un commento!

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *